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paesaggio agrario magno greco 

Per avere un’idea del paesaggio agrario nella Magna Grecia, ricordiamo quello indicato nelle tavole di Eraclea in seguito ad un’indagine nelle terre sacre a Dionisio e ad Atena Poliade, dove viene evidenziato un modello agricolo senza insediamento abitativo; probabilmente i contadini abitavano nei komai (villaggi) vicini sparsi nelle campagne.

Nelle tavole vengono citati depositi di prodotti, fienili, caseifici, granai, stalle per buoi, mentre sono menzionati gli alberi da frutta, viti, boschi, cereali.

Fra gli alberi da frutta erano coltivati, fichi, prugni, peri, meli, mandorli, castagni, melograni, meli cotogni, mentre per gli ulivi veniva indicato quanto bisognasse piantare per ogni mille metri e per impiantare i vigneti, come scegliere i terreni, preferendo i declivi,  difficilmente la pianura, come spesso è dimostrato dai muri a secco che sopravvivono e che nei secoli sono stati sottoposti a manutenzione.

Il terreno scassato per una profondità superiore al metro e ripulito delle pietre, usate per costruire i muri a secco, veniva trasformato in fasce, difformi nella larghezza, in quanto più il terreno era in pendenza, più le fasce sarebbero state strette.

 

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