Qualche anno addietro, alcuni miei amici di Ferruzzano, da dove provengo, che amo profondamente e nel cui territorio mi reco tutti i giorni, hanno voluto creare un’associazione, denominandola “ Rudina “, dal nome del prezioso bosco che si estende nel suo comune, dichiarato sito SIC (Sito d’Interesse Comunitario) per le sue preziose essenze vegetali, negli anni 90 del 900.
Essi mi hanno voluto designare come presidente, nonostante non volessi e successivamente mi hanno voluto creare un sito, contrariamente alla mia volontà, corredato da mie annotazioni e scritti che si riferiscono al nostro paese che ha tanto bisogno di essere evidenziato perché vive con difficoltà la sua esistenza da quando entrò in crisi profonda, dopo l’abbandono dei suoi migliori abitantiper l’Australia, Stati Uniti, Canada ed Argentina, negli anni 50 del 900.
Il mio impegno per il territorio di Ferruzzano, per quello della Locride e via via per la Calabria tutta, si basa sulla storia, a distanza ravvicinata di alcuni territori, in quanto la grande storia non si può occupare di essi.
Infatti con tale metodo la storia territoriale è vista come attraverso una lente di ingrandimento, per cui vengono fuori dei dettagli altrimenti non notati neppure da chi vi abita.
Si viene a sapere ad un certo punto, come esempio, che nel territorio di Ferruzzano e in tutta la Locride centro-meridionale esistono centinaia ( circa 700) di manufatti, denominati palmenti che erano preposti alla vinificazione delle uve che dal periodo ellenico fino a tutto il Tardo Antico ( IV-VI secolo d.C. ) furono gli strumenti di grande produzione di vini eccellenti veicolati in tutto il Mediterraneo, dal Medio Oriente al Tartesso ( Andalusia ), dalle anfore vinarie denominate MGS, Dressel, Kaey LII, rispettivamente nel periodo ellenico, romano e bizantino.
Non avevo mai visitato il sito a me dedicato dai miei affettuosi amici e qualche giorno addietro, conqualche difficoltà lo feci e notaiche io stesso mi presentavo, in modo immodesto, contrariamente a quello che mi capita nella realtà, dove conduco la mia esistenza con estrema umiltà.
Allora a questo punto mi presento, addirittura con timidezza, ricordando che sono stato insegnante di lettere nelle medie e nelle medie superiori per 37 anni e ho cercato di farlo con onestà ed assiduità, anche se mi sono assentato per 150 giorni, davvero per malattia, fallendo l’obiettivo d’imitare mio zio, Francesco Gullace, prof.di matematica, che in quarant’anni di sevizio, si assentò per dieci giorni in tutto. Grazie per la pazienza che avrete nel cercare di leggere quello che scrivo.
Orlando Sculli
