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Giardino mediterraneo 

La base del giardino mediterraneo era costituito da un agrumeto semplice o composito ,ossia costituito da una sola tipologia di agrume oppure ,qualora fosse stato impiantato su decine di ettari,da svariate.

Il concetto basilare era uno solo;esso doveva essere   localizzato solo in terreno sciolto ,ben drenato,possibilmente a ridosso di una fiumara e protetto dai venti freddi provenienti dalle montagne,in aree ricchissime di acque.

L’acqua arrivava per caduta tramite lunghissime “mastre”,ossia condotti che correvano sotto forme di cunette in muratura lungo le rive delle fiumare e spesso erano lunghe chilometri e venivano costruite e sottoposte a manutenzione dalle comunità locali gratuitamente ,tramite il sistema del “prestafè “,ossia la restituzione e lo scambio gratuito di competenze tra tutti gli abitanti.

Il prezioso liquido a questo punto era un bene comune e veniva utilizzata a turno anche per far funzionare i mulini ad  acqua e le gualchiere.

In alcuni poderi dei più ricchi esistevano dei pozzi profondissimi in muratura o norìe,coperti in sommità dove veniva aggiogato un asinello che girando azionava una catena di catini ,da cui veniva versata l’acqua che serviva per irrigare il campo.

L’irrigazione avveniva tramite “candàci”,ossia solchi che correvano tra i filari di piante e vi erano quelli principali e quelli secondari ,che venivano ostruiti o deviati a seconda della necessità.

Il sesto d’impianto prevedeva la distanza di cinque metri tra una pianta e l’altra e nei “giardini” compositi agli aranci seguivano i mandarini ,i limoni ed in provincia di Reggio i bergamotti ,mentre nell’Alto Tirreno cosentino la coltura prevalente era costituita dai cedri.

Quasi sempre “i giardini mediterranei “ si trasformavano in “chepos delle meraviglie “ in quanto venivano inseriti nel contro sesto e nei limiti esterni  delle proprietà tutte le varietà di alberi da frutto  e viti che avrebbero dato uve da tavola. Le coltivazioni ortive estive ed invernali  erano svariatissime ,mentre non mancavano le patate dolci ed in alcuni casi la canna da zucchero.

Oggigiorno  purtroppo il “giardino mediterraneo” solo marginalmente e non con la dovuta ricchezza varietale del passato evidenzia le caratteristiche sopra descritte,avendo perso fra l’altro,la funzione di “chepos delle meraviglie”.

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