d'unita' d'italia all'attualita'
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Prima dell’unità d’Italia tutto il Regno delle Due Sicilie era in forte crescita, con un’agricoltura basata sulla viticoltura e la cerealicoltura, mentre dava buoni renditi, l’allevamento del baco da seta.
I francesi venivano in Calabria, arrivando fra l’altro con i bastimenti a Palizzi, dove si rifornivano di mosto per tagliare i loro vini, proveniente da tutto il circondario, ma ben presto la guerra delle tariffe commerciali, tra Italia e Francia rovinò i rapporti tra i due paesi e furono danneggiati i meridionali, che non trovarono sbocco per i loro vini.
Ancora una volta i vigneti delle aree degli antichi palmenti, scomparvero e ricomparvero per breve tempo solo durante il periodo del fascismo.
Dal secondo dopoguerra in poi, uno dopo l’altro furono di nuovo abbandonati quasi tutti i vigneti e nei comuni di Bruzzano, Ferruzzano, Samo, Africo,Caraffa, Sant’Agata, Casignana e Bianco, famoso per un D.O.C., il greco di Bianco, i terreni vitati non superano i 150 ettari, a fronte di 750 palmenti,scavati anticamente nella roccia.
Da tutto questo sfacelo emerge solo la prova che le vasche vinarie presenti tra il Bruzzano ed il Bonamico, furono scavati a partire dall’arrivo dei greci nel VII sec. a. C., in quanto in epoche recenti non ci fu mai una produzione che potesse giustificare la loro presenza.
Prima dell’unità d’Italia tutto il Regno delle Due Sicilie era in forte crescita, con un’agricoltura basata sulla viticoltura e la cerealicoltura, mentre dava buoni renditi, l’allevamento del baco da seta.
I francesi venivano in Calabria, arrivando fra l’altro con i bastimenti a Palizzi, dove si rifornivano di mosto per tagliare i loro vini, proveniente da tutto il circondario, ma ben presto la guerra delle tariffe commerciali, tra Italia e Francia rovinò i rapporti tra i due paesi e furono danneggiati i meridionali, che non trovarono sbocco per i loro vini.
Ancora una volta i vigneti delle aree degli antichi palmenti, scomparvero e ricomparvero per breve tempo solo durante il periodo del fascismo.
Dal secondo dopoguerra in poi, uno dopo l’altro furono di nuovo abbandonati quasi tutti i vigneti e nei comuni di Bruzzano, Ferruzzano, Samo, Africo,Caraffa, Sant’Agata, Casignana e Bianco, famoso per un D.O.C., il greco di Bianco, i terreni vitati non superano i 150 ettari, a fronte di 750 palmenti,scavati anticamente nella roccia.
Da tutto questo sfacelo emerge solo la prova che le vasche vinarie presenti tra il Bruzzano ed il Bonamico, furono scavati a partire dall’arrivo dei greci nel VII sec. a. C., in quanto in epoche recenti non ci fu mai una produzione che potesse giustificare la loro presenza.
